Il coraggio di restare dopo aver subito una violenza
Con il progetto Semi (di) Autonomia, a Ospedaletto d’Alpinolo (AV), le donne possono guardare al futuro senza fuggire dalla propria terra d’origine

Restare al Sud è una sfida; farlo dopo aver subito violenza è un atto di coraggio straordinario.
La Demetra Cooperativa Sociale, attraverso la Casa di Accoglienza per Donne Maltrattate “Antonella Russo” a Ospedaletto d’Alpinolo (AV), dimostra che è possibile ricostruire il proprio futuro senza fuggire dalle proprie radici. La nostra storia parla di un “restare” che non è rassegnazione, ma rigenerazione umana e territoriale.
Con il progetto “Semi (di) Autonomia”, offriamo alle donne percorsi concreti di indipendenza economica, seminando opportunità: dalla formazione nella ristorazione all’autonomia abitativa attraverso le Case di semi-autonomia. L. usufruisce di questo servizio innovativo in Campania insieme alla figlia, in attesa di sistemarsi in maniera definitiva nell’appartamento che sta affittando. Con il bilancio delle competenze, è stata orientata ed inserita in un tirocinio presso una struttura alberghiera del territorio, dove tuttora lavora a tempo pieno. Ha costruito una rete amicale significativa, che l’ha accolta insieme alla sua bambina come una nuova famiglia. Con uno di questi amici si sta affacciando nuovamente all’amore.
Ogni donna che sceglie di restare in Campania sottrae terreno all’abbandono, diventando pilastro di una nuova economia civile e dimostrando che si può fiorire lì dove si è nati. N. trova rifugio presso la nostra Casa insieme ai 5 figli. Per questa famiglia, tanti semi sono sbocciati nel nostro territorio: N. ha trovato lavoro nella ristorazione dopo aver conseguito una formazione presso un laboratorio di pasticceria; con un Pocket Money ha potuto affittare un’abitazione dove trasferirsi con i suoi figli. Attraverso il bilancio delle competenze, anche le due figlie maggiorenni hanno potuto autodeterminarsi: la prima è stata inserita, grazie al suo diploma di O.S.S., presso una Casa di Riposo con un tirocinio formativo che è poi diventato al termine un’assunzione, mentre la seconda ha svolto il Servizio Civile Nazionale ed ha ripreso gli studi.
Attraverso un intervento di 6 mesi di educativa domiciliare, l’equipe ha accompagnato il nucleo mentre spiccava il volo: tutti hanno costruito una rete amicale e lavorativa significativa, trasformando le loro avversità in opportunità di crescita personale.
I laboratori ed i tirocini formativi sono le mani che lavorano, la vita che riprende. Per le due storie simbolo: la Casa Rifugio è ancora qui, le guarda da lontano mentre consolidano i risultati conquistati durante il percorso. Il rapporto non si spezza, anzi si trasforma: molte mettono in gioco il loro volto, intervenendo in campagne di prevenzione e sensibilizzazione per seminare una speranza in altre donne che subiscono violenza.
