IL SUD È UN DESTINO POSSIBILE
Il nostro Sud sta affrontando la sfida più grande della sua storia moderna: il rischio di una “estinzione naturale”. Tra culle vuote e valigie che partono, il rischio è che il Sud scompaia in silenzio perdendo la sua risorsa più preziosa: l’energia delle comunità e delle nuove generazioni.
Non restiamo a guardare
Davanti a questo scenario segnato da denatalità, emigrazione e invecchiamento, abbiamo due strade: rassegnarci a un declino che sembra scritto o unire le forze per cambiare rotta.
La sfida per la rigenerazione demografica
Lo spopolamento è una priorità politica assoluta e una grande sfida che deve coinvolgere tutti: istituzioni e società civile, mondo economico e della cultura, giovani e adulti. È una sfida nuova che richiede nuovi modi di pensare, che deve guardare alla realtà senza illusioni, ma focalizzando l’attenzione più su ciò che si ha che su ciò che manca, anteponendo sempre l’attitudine al fare piuttosto che al lamento. Non esistono ricette magiche e non c’è una soluzione unica, ma occorre lavorare su tutte le dimensioni della rigenerazione per rendere il Sud, e l’Italia, un luogo dove sia possibile immaginare un futuro.
- Nascere: Ricostruiamo servizi e opportunità affinché formare una famiglia non significhi dover rinunciare al lavoro o alla sicurezza economica.
- Rimanere: Restare è un diritto e partire deve essere una scelta, non una necessità. Trasformiamo la decisione di restare in una scelta di libertà e di progetto, non in un atto di eroismo solitario.
- Ritornare: Proviamo ad attrarre chi è partito offrendo innovazione, qualità della vita e uno spazio dove mettere a frutto le competenze acquisite altrove.
- Arrivare: Apriamo i nostri comuni a nuovi abitanti, vedendo nell’accoglienza un motore di vitalità e scambio culturale, per chi viene da altre parti di Italia e dal mondo.
Cosa possiamo fare insieme
La campagna nasce anche per abbattere il muro della solitudine e creare alleanze, non solo al Sud ma soprattutto “con” il Sud, agendo nell’ottica della coesione nazionale. Nessuno si salva da solo. Il senso di impotenza nasce quando affrontiamo problemi enormi in isolamento.
Vogliamo far emergere e mettere in rete esperienze, proposte e iniziative capaci di contribuire, anche in modo parziale ma concreto, al contrasto del fenomeno. Condividiamo e promuoviamo le storie di chi sta già reagendo: imprese di comunità che creano valore, giovani e meno giovani che investono nei propri luoghi di origine, associazioni che promuovono e riparano i legami sociali, istituzioni ed enti locali che creano le giuste condizioni. Alimentiamo insieme un patto collettivo, in cui ogni attore ha un ruolo cruciale e in cui istituzioni, terzo settore, scuole e imprese parlino la stessa lingua e lavorino insieme.
Cambiamo narrazione
Passiamo dal racconto della rassegnazione a quello della possibilità. Ma è necessario il contributo di tutti e di ciascuno. Il futuro non è scritto, dipende da noi.
Aderisci alla campagna
La partecipazione è il principio guida della campagna.
Istituzioni, organizzazioni, imprese, artisti, giovani, cittadini, diventiamo protagonisti di un racconto collettivo che guarda il Sud Vivo, il Sud dove ci sono giovani che stanno costruendo prospettive di vita e di lavoro, un Sud dove nascono ancora bambini, un Sud dove chi era andato via a studiare o lavorare è potuto ritornare, un Sud che oggi è la nuova casa di tanti che sono arrivati da altri territori e Paesi.
Aderire vuol dire condividere, sia la campagna sia una vostra esperienza o azione generativa contro lo spopolamento.
Se sei un ente, un comune o un’impresa aderisci e condividi la tua esperienza di rigenerazione al Sud
Se sei un’associazione o un cittadino, racconta la tua “storia collettiva”, cioè una storia legata alle quattro direttrici della rigenerazione (nascere, restare, tornare, arrivare) che coinvolge anche altre persone oltre a te, legate da un filo rosso che ha permesso, anche nel piccolo, questo cambio di rotta
Il futuro del Sud è un racconto collettivo. Scriviamolo insieme.

