Tornare

Dalla nostalgia di casa a un nuovo luogo di comunità

Dopo molti anni all’estero, è tornata a Palazzolo Acreide e ha trasformato il legame con la propria terra in un progetto imprenditoriale. Con Dagiù porta i sapori del Sud a chi vive lontano e, con una campagna di crowdfunding sostenuta da 869 persone, ha dato nuova vita a un luogo d’incontro nel cuore del paese.

Palazzolo Acreide (SR)

Sono di Palazzolo Acreide, in Sicilia, ma per molti anni la vita mi ha portata lontano. Ho vissuto negli Stati Uniti, a Bologna, in Austria, in Danimarca e infine a Milano. È stato proprio vivendo all’estero che ho capito quanto la nostalgia di casa si senta anche a tavola: quanto possa bastare un sapore per ritrovare le proprie radici e quanto sia difficile, lontano dall’Italia, trovare prodotti autentici del Sud.

Nel 2023 sono tornata in Sicilia e, nel 2024, ho trasformato questa nostalgia in un progetto imprenditoriale: Dagiù, un negozio online che porta i prodotti del Sud Italia a chi vive lontano. I pacchi partono da Palazzolo Acreide e contengono prodotti di piccoli produttori provenienti da tutto il Mezzogiorno, dalla Sardegna alla Campania. A comprare sono soprattutto le persone che vivono fuori, ma per me questo progetto significa anche creare qualcosa nel luogo in cui ho scelto di tornare.

Mentre riflettevo sul significato di restare e costruire nuove opportunità in paese, si è presentata un’occasione. Tra i vicoli di Palazzolo, un piccolo bar stava per chiudere dopo sei anni di attività. Con la sua chiusura, il paese avrebbe perso un altro luogo d’incontro. Ho pensato che potesse diventare un presidio di comunità: uno spazio in cui mangiare, parlare, organizzare eventi e incontrarsi, contribuendo concretamente a contrastare lo spopolamento delle aree interne.

Così, nel dicembre 2025, ho lanciato la campagna di crowdfunding «Facciamo rumore insieme per Palazzolo». La risposta è stata straordinaria: 869 persone hanno sostenuto il progetto, permettendoci di raccogliere 30.000 euro, 5.000 in più rispetto all’obiettivo iniziale.

Il dato più importante, per me, non è soltanto la cifra raggiunta. Dietro ogni donazione c’è una persona che ha scelto di dare al paese una possibilità. Persone diverse, unite dal desiderio di contribuire al futuro di un luogo che sentono proprio. E tutte, in qualche modo, si sono ritrovate nello stesso posto.

Il locale ha vissuto la sua prima stagione estiva dal 1° maggio al 5 ottobre 2026. Dopo una pausa necessaria per i lavori, ci prepariamo a riaprire il 1° novembre, con un piccolo gruppo di collaboratori e un’attività che rappresenta anche una nuova opportunità di lavoro per il paese. Stiamo costruendo insieme un programma di serate, workshop e incontri, perché questo spazio possa continuare a vivere grazie alla partecipazione della comunità.

Oggi, per me, nascere, partire e restare non sono più scelte in contrasto. Si può partire, fare esperienze altrove e poi tornare con nuove idee; si può costruire un’attività che mantenga un legame con chi è lontano e, allo stesso tempo, investire nella comunità in cui si vive. Perché un luogo, quando le persone decidono di crederci, può tenere insieme tutto questo.

di Chiara Lo Zito

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