Tornare per cambiare la narrazione
Dalla Sicilia all’Inghilterra e a Milano, fino al ritorno a Catania: la scelta di restare e contribuire a raccontare un Sud diverso.
La prima volta che lasciai la Sicilia fu a 20 anni: andai in Inghilterra. Non per una mia convinzione, ma perché mi era sempre stata raccontata la solita storia del partire. Solo dopo quattro anni ho capito che lasciare la mia terra non era qualcosa che faceva parte di me.
Sono tornata per studiare Design a Palermo, per poi ritrovarmi a Milano perché, che fai, ti occupi di design e non vai a Milano? Lì ho trovato soprattutto esperienze negative: ho imparato cosa significano l’antimeridionalismo e il feticismo nei confronti del Sud. E ho sentito un bisogno di tornare a casa che non avevo mai provato così forte.
Tornando, ho trovato lavoro proprio nel mio settore, a Catania.
Incontro sempre più persone che vogliono tornare, che parlano di Mezzogiorno e che vogliono superare l’idea della Sicilia come terra delle vacanze, buona soltanto d’estate. Nei mesi estivi, insieme ad altre persone, abbiamo anche creato un gruppo di guardiania antincendio e organizzato iniziative di informazione sulla desertificazione in Sicilia.
Facciamo parte di una delle isole più belle e uniche. E la narrazione sta già cambiando.
