Graniti, il borgo siciliano divenuto una galleria d’arte
Il Sogno universale di Salvatore e Karin: trasformare il piccolo centro in provincia di Messina in residenza artistica permanente dove convivono granitesi e artisti da tutto il mondo

C’è una linea invisibile che unisce le vette svizzere, le spiagge di Honolulu e i vicoli in pietra lavica di Graniti, piccolo borgo in provincia di Messina, con tantissimi altri luoghi del mondo. Su questa linea ha camminato Salvatore Romano, un figlio di questa terra che, dopo una vita trascorsa a Zurigo, ha ascoltato il richiamo di un Sud che chiedeva di non essere abbandonato. La sua non è stata solo una “tornanza” nostalgica, ma un atto di visione pura: tornare per restare, tornare per seminare futuro. Al suo fianco Karin Maier, sua moglie, ha trasformato la propria “arrivanza” dalla Svizzera in un atto d’amore per la Sicilia, diventando il motore di un cambiamento che sembrava impossibile. Insieme, hanno immaginato che i muri scrostati di Graniti non dovessero più raccontare l’assenza, ma farsi tele per il mondo. È nato così l’Art Project Graniti, una scommessa che oggi conta oltre 40 murales che adornano il borgo come gemme incastonate nel cemento: un progetto che ha coinvolto l’intera cittadinanza a cominciare dal Sindaco del tempo Marcello D’Amore, primo sostenitore dell’idea.
Il respiro internazionale del progetto ha trovato la sua guida in Richard Ralya, direttore artistico arrivato direttamente da Honolulu. Richard ha portato l’azzurro del Pacifico e una visione contemporanea tra le colline dell’Alcantara, selezionando e coordinando oltre 40 artisti internazionali provenienti da ogni angolo del globo: dall’Argentina al Canada, dall’Australia alla Russia. Grazie a lui, Graniti è diventata una residenza artistica permanente dove il dialetto locale e le lingue del mondo si fondono davanti a un caffè in piazza.
Ma il vero miracolo è la “restanza” dei granitesi. La comunità non è rimasta a guardare: ha aperto le porte, ha offerto vino e sorrisi, ha partecipato alla “Tavolata Sicula” trasformando gli artisti in cittadini onorari. La bellezza ha generato cura: vedere il proprio balcone trasformarsi in un pezzo di galleria a cielo aperto ha restituito dignità e orgoglio a chi ha scelto di non partire.
Graniti oggi è il manifesto di un Sud che non aspetta, ma agisce. Tra le opere dedicate a Maria Grazia Cutuli e i tributi alle tradizioni locali, la storia di Salvatore, Karin e Richard ci insegna che il ripopolamento passa dall’incontro. Perché dove c’è colore, c’è vita; e dove c’è vita, il futuro smette di essere altrove e torna a casa.
Per approfondimenti: https://granitimurales.org/
