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Cammini d’Italia: esplorare il paesaggio, restando dove si è nati

Da Bari l'esperienza della community dedicata ai cammini, che rimette in movimento luoghi considerati laterali

Casamassima (BA)

Vivo da sempre a Casamassima, in provincia di Bari. Per molto tempo ho sentito raccontare il Sud come un posto da cui partire: per studiare, per lavorare, per costruirsi un futuro altrove. Io, invece, ho sempre avuto un desiderio diverso, quello di restare qui, dove sono le mie radici, e provare a costruire qualcosa che non mi obbligasse ad andare via, almeno non in pianta stabile.

Mi piace esplorare posti nuovi. Amo immergermi nei territori con lentezza. Ogni luogo ha qualcosa di particolare, una voce propria, un modo diverso di raccontarsi. Ma ogni volta che torno nel mio territorio sento qualcosa di diverso. Sono felice. Cammini d’Italia nasce da una disavventura lungo la Via degli Dèi, da Bologna a Firenze. Da lì il progetto è diventato prima una community e poi una startup, fondata insieme ai miei soci Francesco Boggi e Vincenzo Caruso. Quando è arrivato il momento di scegliere la sede, non ho avuto dubbi: la base doveva essere qui. Volevo uno strumento che mi permettesse di scoprire l’Italia, e forse un giorno anche il mondo, continuando però ad abitare il luogo in cui sono cresciuto.

Attraverso i cammini abbiamo visto nascere piccole economie capaci di fare la differenza. Giovani che aprono accoglienze o portano avanti il lavoro dei genitori restando nel proprio borgo. Guide che trasformano la conoscenza del territorio in lavoro. Persone che tornano nei luoghi di famiglia perché intravedono una possibilità nuova. Ragazzi che reinventano mestieri artigianali legati alla storia dei luoghi.
Chiaramente i cammini, da soli, raramente bastano a sostenere una scelta di vita. Tuttavia possono diventare un grande aiuto e, in prospettiva, un pezzo importante di un’economia più radicata. Un cammino non porta solo viaggiatori. Porta attenzione. Fa incontrare chi arriva e chi abita. Rimette in movimento luoghi considerati laterali, quasi fuori dalla mappa.

Restare, oggi, non significa necessariamente stare fermi. Anche se Cammini d’Italia ha un orizzonte molto più ampio, mi permette di partire da qui per raccontare l’infinita bellezza della lentezza, dei territori e delle persone che li abitano. Per me rappresenta un modo di restare: viaggio tanto per lavoro, attraverso territori diversi, incontro persone e raccolgo storie. Poi torno qui, nella mia terra, e ogni volta capisco che questo è il posto in cui sono veramente felice.

Per approfondire: https://camminiditalia.org/

di Davide Nanna - Cammini d’Italia

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