Arrivare, restare o tornare a lavorare a Scampia: con “chi rom e…chi no” è una realtà
Grazie al lavoro dell’associazione, molti giovani e donne, italiani e rom, nel quartiere delle “Vele” alla periferia Nord di Napoli hanno trovato un punto di arrivo, dove rimanere oppure andare per realizzare sogni comuni

Tutto è iniziato più di 20 anni fa quando Barbara, Biagio, Marco, Daniela, Alessandra e Emma costruirono una baracca nel campo informale di Via Cupa Perillo a Scampia, quartiere difficile della periferia nord di Napoli un tempo simbolo di degrado e criminalità. Lì realizzavano laboratori pedagogici, creativi, teatrali, artistici, di cittadinanza attiva che mettevano insieme napoletani e rom. Nasce così chi rom e…chi no. A partire dall’impegno sociale, culturale, politico ed educativo dell’associazione iniziano una miriade di attività che da allora e ancora oggi consentono a bambine, giovani e adulti di Scampia di rimanere nel proprio quartiere per sviluppare processi per il miglioramento della collettività e per la promozione dei diritti.
Questo ha generato coscienza, occupazione, posti di lavoro ed empowerment di giovani e donne, italiani e rom. Con questo spirito è nata La Kumpania, impresa sociale di donne napoletane e rom che hanno iniziato a cucinare insieme, scambiarsi ricette e vissuti. E poi ha aperto al pubblico Chikù, ristorante e spazio educativo e culturale a Scampia, dove ogni giorno si lavora fianco a fianco per il benessere di bambini dai 0 ai 99 anni. Ci sono Emilia e Alessia, due sorelle che sono rimaste a lavorare vicino casa senza dover cambiare quartiere o città, così come Rosa e Rosaria. E ci sono Samanta e Romana, dell’antica comunità rom che dalla ex Jugoslavia a Scampia hanno trovato casa, sebbene ancora si tratti di baracche nei campi, e da Chikù hanno trovato un lavoro. Da chi rom e…chi no nasce il MOSS – Ecomuseo diffuso di Scampia, dove i visitatori possono conoscere il territorio e le sue storie accompagnati da guide locali come Mario, un giovane grafico che ha sempre vissuto nel quartiere e ora può raccontarne la storia e le storie. Il bello del MOSS è che ha contribuito a rendere Scampia un luogo di “arrivanza” perché porta molte persone, dagli altri quartieri cittadini e da tutto il mondo, che qui vedono la rinascita di un quartiere martoriato dalla narrazione negativa e spesso evitato perché ritenuto pericoloso o privo di attrattive.
Qualcuno si innamora di questa storia e torna anche. Restare e vivere a Scampia sembrava un miraggio, invece il gruppo di lavoro di “chi rom e…chi no” lo ha reso una possibilità concreta, con un impegno quotidiano e ostinato. È quello che dice sempre Pasquale, il più giovane di tutti, che ha conosciuto l’associazione grazie a un progetto fatto a scuola. Anche lui oggi può restare a lavorare vicino casa, collaborando in particolare nel gruppo della comunicazione. C’è anche chi ha scelto di venire a Scampia per operare insieme e realizzare sogni comuni. Lo ha fatto Rossella, giornalista per una testata nazionale che ha scelto di diventare la responsabile della comunicazione di queste attività: anche se non è il suo quartiere ha mollato il giornalismo mainstream per raccontare e contribuire a diffondere storie che fanno e possono fare la differenza.
Per approfondire: https://www.chiromechino.org/
