A Cellole, dove riportare in vita un terreno abbandonato significa costruire relazioni
Le storie di Adama e Francesco, arrivati al Sud dal Mali e dal Brasile

A Cellole, nell’Alto Casertano, un uliveto abbandonato è tornato a vivere grazie a “Nata Terra”, progetto sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD nell’ambito del bando “Terre Colte”. Il progetto nasce con un obiettivo concreto: recuperare terreni inutilizzati e trasformarli in spazi di lavoro, inclusione e comunità. Attorno all’uliveto, nel tempo, si sono sviluppati il frantoio, la fattoria didattica, l’agribistrot e la bottega sociale, creando occasioni formative e lavorative per persone con storie e percorsi molto diversi.
Tra queste ci sono Adama e Francesco.
Adama è arrivato dal Mali dopo un lungo viaggio. Quando è entrato in contatto con “Nata Terra” aveva bisogno soprattutto di stabilità e di un contesto in cui potersi mettere in gioco davvero. Ha iniziato partecipando alle attività agricole: la cura degli ulivi, la raccolta, il lavoro nel frantoio. Con il tempo è diventato parte integrante delle attività quotidiane. Oggi lavora stabilmente nell’uliveto e conosce tutte le fasi del lavoro: dalla raccolta delle olive alla gestione degli spazi agricoli. Ma il cambiamento più importante è stato costruire relazioni e sentirsi parte di una comunità fatta di persone che condividono tempo, lavoro e responsabilità.
Anche Francesco è arrivato da lontano. Le sue radici sono in Brasile, ma ha scelto di costruire il proprio presente qui. Attraverso il progetto ha trovato un contesto concreto in cui inserirsi, lavorare e creare legami con il territorio.
Le loro storie sono diverse, ma raccontano entrambe cosa prova a fare “Nata Terra”: non offrire soltanto un’attività lavorativa, ma creare contesti reali in cui le persone possano trovare spazio, relazioni e possibilità. Intorno a questo progetto si è costruita una rete fatta di cooperativa, cittadini, scuole e realtà locali. La fattoria didattica ospita attività educative con bambini e ragazzi; l’agribistrot e la bottega valorizzano i prodotti del territorio; il lavoro agricolo diventa anche occasione di formazione e inclusione sociale.
L’uliveto recuperato attraverso “Terre Colte” oggi produce olio, certo. Ma produce anche incontri, percorsi e presenza in un territorio dove spesso le opportunità diminuiscono. È questo il senso del progetto: trasformare uno spazio abbandonato in un luogo vissuto ogni giorno da persone che lavorano, imparano, costruiscono relazioni e scelgono di restare.
Per approfondire: https://www.nataterra.it/
